
Il calcio italiano è malato, è lo specchio di un paese corrotto. C’è la fuga di talenti (perchè di cervelli proprio non si può parlare). La seria A non è più il campionato più bello del mondo. Vincono sempre le stesse squadre. Esiste la sudditanza psicologica. Ci vorrebbe la moviola in campo. I calciatori della nazionale non cantano l’inno di Mameli. I giornalisti rovinano il mondo del calcio. I procuratori rovinano il mondo del calcio. Gli ultras rovinano il mondo del calcio. La tessera dei tifosi rovina il mondo del calcio.
Ma noi ce ne freghiamo.
Riparte la stagione e dopo l’indigestione di calciomercato siamo di nuovo qui in trepida attesa del campionato, degli anticipi, dei posticipi, delle coppe, della Gazzetta al Lunedì, del treno dei servizi e del processo di Biscardi.
Perchè?
Il calcio riempie i vuoti. Il calcio ci fa sopravvivere in azienda, il calcio unisce e divide prendendo a calci in culo l’organigramma aziendale.
E non si tratta solo di calcio: c’è il fantacalcio (Dio benedica chi lo ha inventato: possiamo parlarne in ufficio per diverse ora consecutivamente), ci sono le scommesse, gli sfottò, ecc ecc.
Ma non era di questo che volevo parlare.
Sono stato invitato a vedere Odense-Genoa a casa di polonegativo. Ho deciso di accettare perchè:
- lui mi aveva invitato solo perchè era sicuro del passaggio del turno (anche se non lo ammetterà mai)
- sapevo che il Genoa avrebbe passato il turno (anche se non potevo dichiararlo) e quindi non mi avrebbero tacciato di portare sfiga
In questa logica omerto-cabalistica abbiamo iniziato a vedere la partita con classica pizza e birra insieme a Jack (altro genoano sfegatato e compagno di Fantacalcio).
Ho già visto alcune partite in compagnia di genoani perciò, dal momento che mi sono molto simpatici, vorrei sfatare il mito che li vede esagitati, superstiziosi e con i complessi di persecuzione.
Ecco i fatti salienti delle partita:
- Siamo in cucina a tagliare le pizze; dal salotto arriva la voce del telecronista che descrive l’azione d’attacco del Genoa. Smettiamo di parlare...TIRO DI FIGUEROA..FUORI! Jack: “Meno male che non ha segnato altrimenti dovevamo stare di qua a seguire la partita dall’altra stanza”. Alzo la testa sorridendo per la battuta...non era una battuta.
- Al terzo colpo di tacco (sbagliato) di Zapater polonegativo incoraggia il neo-acquisto (“Prendo l’aereo e vengo a menarti”)
- Dopo il momentaneo vantaggio dell’Odense la tensione sale e il commentatore (Andrea Agostinelli) dice Genova al posto di Genoa per la trentesima volta. polonegativo: “BASTA! BASTA! SEI PAGATO PER DIRE STRONZATE”. Jack non si scompone: “Guarda che lo fa apposta, è un ex doriano questo qui. (non conosco la fede di Agostinelli ma ha giocato un anno nel Genoa, senza imparare il nome della sua squadra a quanto pare)
- Gol del Genoa. Polonegativo: “SIIIIIII PORCO XXX!!!!” corre fuori dal balcone “PORCO XXX!!!! PORCO XXX!!” Rientra con il fiatone “Stanno esultando anche i miei vicini”. Lo guardiamo attoniti e lui replica “L’ho presa un po’ sul piano mistico-religioso”
La partita termina 1-1, il Genoa passa. Sono contento perchè di tensione ne ho accumulata parecchia anche io e domani (in ufficio) ho qualcosa da scrivere sul blog!!!

